Il nostro paese non si smentisce mai, quindi capita che, quando si fa una cosa buona, debba sempre essere accompagnata da una pessima. E’ ormai noto che il 4G (LTE), in alcune zone d’Italia, crei interferenze non indifferenti sugli apparati televisivi. L’apertura del portale helpinterferenze.it sembrava la miglior soluzione possibile (ed infatti lo è), ma anche qui hanno dovuto metterci l’inghippo, di cui nessuno sentiva il bisogno.
Il portale in questione consente di segnalare l’interferenza e di richiedere, gratuitamente, l’intervento di uno specialista, che si occuperà di applicare un filtro anti-interferenze all’impianto del malcapitato utente. Tutto favoloso, se non fosse che questo servizio è riservato esclusivamente a chi è in regola col pagamento del canone Rai.
L’inserimento di questa “clausola” ha come obiettivo quello di non fare regali a chi evade il canone, peccato che così facendo non si escludano solo questi individui, ma anche chi ha controversie aperte con la Rai (magari perché gli si è chiesto di pagare due volte il canone), e chi ha cambiato residenza o comprato casa e non ha ancora ricevuto indicazioni riguardo al pagamento del canone.
La protesta monta. L’Adiconsum, tramite le parole del suo segretario generale Pietro Giordano, ha richiesto ufficialmente al Ministero che il servizio venga fornito a chiunque segnali problemi di interferenze, indipendentemente dal pagamento del canone. Si attendono sviluppi. Non si può e non si deve rovinare una così buona iniziativa con una postilla che non dovrebbe esserci.
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